Strada Provinciale per Montottone: botta e risposta

Interessante botta e risposta proposto dal quotidiano on-line IlQuotidiano.it

Argomento la strada che collega la valdete di Monte Giberto a quella di Montottone

Otto chilometri e mezzo. Due lampioni in prossimità di altrettanti incroci. Segnaletica orizzontale quasi inesistente. In compenso, buche a volontà. E’ la SP 112 – la Val d’Ete – nel tratto che collega Monte Giberto all’incrocio con la SP 61, direzione Montottone.

Via spesso preferita da chi, dall’entroterra fermano, vuole raggiungere il litorale evitando gli ingorghi del nuovo capoluogo, questa strada ha subito negli anni un progressivo deterioramento. Un po’ per l’erosione del fiume Ete Vivo che le scorre a fianco; un po’ per il passaggio di mezzi pesanti che ne ha accentuato la già compromessa condizione; un po’ l’incuria e l’indifferenza di chi se ne dovrebbe occupare.

Fatta eccezione per qualche brutta curva, il tratto scorre dritto per l’intero percorso. E quando l’asfalto chiama, c’è sempre qualcuno pronto a rispondere con un colpo di gas. Di incidenti, a volte mortali, su questa strada se ne sono visti parecchi: viene perciò da domandarsi perché, invece di correre ai ripari, si resti ancora con le mani in mano.

E perchè, ad esempio, nei cinque chilometri che collegano Passo San Ginesio a Urbisaglia (provincia di Macerata) siano stati posizionati 15 Speed Check, – i segnalatori di velocità – le ormai conosciute colonnine blu o arancione, poste ai margini della strada per segnalare i limiti consentiti e la possibilità di essere sanzionati. Ma basta pensare a quante pattuglie stradali siano state viste sulla SP 112 dall’inizio dell’anno per capire che l’effetto dissuasivo dei segnalatori avrebbe vita breve.

Una Strada provinciale, dunque, la cui manutenzione spetta ad Ascoli. Ancora per poco, però. Perchè dall’8 giugno la strada passerà a tutti gli effetti sotto il controllo di Fermo. Starà poi al nuovo governo evitare il solito ‘scaricabarile delle beghe lasciate in eredità dall’Amministrazione precedente’ e concretizzare il gran parlare che in ogni dove si fa di prevenzione.

Installare nuovi lampioni, rifare la segnaletica e sistemare i tratti dissestati magari non risolveranno per intero il problema – chi si mette al volante ha la sua parte di responsabilità – ma dimostrerebbero almeno l’attenzione alla sicurezza dei cittadini che una Provincia dovrebbe avere. Forse è questione di mentalità. O forse no.

Segue poi la risposta di Offidani

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore provinciale alla Viabilità Renzo Offidani sull’articolo, pubblicato lo scorso 7 maggio, sulle attuali condizioni di un tratto di SP 112:

Con riferimento all’articolo pubblicato sul Vs. quotidiano dal titolo “SP 112, così è ridotta la Valdete”, correttezza vorrebbe che si informasse compiutamente l’opinione pubblica sui disagi riscontrati ma anche sulle azioni che sono state fatte e si stanno facendo per rendere sicura un’infrastruttura strategica come la Valdete, transitata quotidianamente da quasi 4500 veicoli nel tratto tra Fermo e Montegiberto e da ben 7500 nel tratto tra Fermo e Porto San Giorgio.

La giornalista ha tutto il diritto di muovere le sue critiche ma dovrebbe anche riferire che due anni fa è stato effettuato un rifacimento dell’asfalto della Valdete da Porto San Giorgio a Caldarette d’Ete con una spesa di 400.000 euro. Bastava informarsi per sapere che pochi giorni fa è stata approvata in Giunta la delibera avente ad oggetto “Lavori di sistemazione del piano viabile della s.p. n. 112 Val D’Ete Vivo. Approvazione del progetto preliminare e del progetto definitivo dell’importo di €. 700.000,00”. Soldi del piano opere pubbliche 2009 già disponibili, quindi, e appalto che sarà verosimilmente assegnato prima dell’estate per sistemare quella strada. Tutti interventi di cui si è parlato in occasione di vari incontri pubblici e della presentazione del piano Opere Pubbliche.

Quanto all’eredità che questa Amministrazione lascia alla provincia di Fermo e a quella di Ascoli, posso dire con certezza che i nuovi Enti erediteranno un patrimonio viario nettamente migliorato, più sicuro e in buone condizioni. Naturalmente c’è ancora molto da fare, ma non si deve dimenticare che in questi 5 anni sono stati investiti 86 milioni di euro per la sistemazione dei piani viari, la messa in sicurezza e il rifacimento della segnaletica lungo tutta la rete viaria di entrambe le province.

Ampliando il discorso, va ricordato che l’Amministrazione provinciale, proprio per l’importanza che attribuisce alla Valdete, strada di collegamento dell’entroterra con il casello autostradale, con Porto San Giorgio e con l’area del porto, ha richiesto alla società autostrade, ponendola come condizione per ampliamento a tre corsie del tratto dell’A14 tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso, la realizzazione di alcune opere a corredo, tra cui un nuovo tracciato che dalla statale 16 bypassa l’area del cimitero di Porto San Giorgio e il nucleo abitato di Salvano rendendo il transito più sicuro ed agevole.

L’articolo oggetto di contestazione si riferisce – come specificato nello stesso – al tratto di SP 112 che va da Monte Giberto all’intersezione con la SP 61, verso Montottone. Informare – come ha fatto l’Amministrazione provinciale di Ascoli – che due anni fa è stato rifatto, spendendo parecchi soldi, l’asfalto di un altro tratto della stessa strada può essere confortante, ma di fatto non cambia lo stato delle cose per quanto riguarda il tratto considerato. La notizia dell’approvazione della delibera che prevede la sistemazione della SP 112 non può, invece, che essere accolta in modo positivo. Quanto al discorso sull’eredità lasciata da Ascoli, distorta è l’interpretazione dell’Amministrazione provinciale. Nell’articolo del 7 maggio ci si riferisce infatti ai futuri governanti della Provincia di Fermo e li si invita ad intraprendere azioni concrete nei confronti del tratto in esame – e della viabilità in generale – evitando sterili polemiche con Ascoli.

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