Due fatti di cronaca hanno riguardato recentemente persone di Monte Giberto.
Riportiamo i due articoli
Scontro frontale a Petritoli.
Si stava recando, a bordo della sua auto, al lavoro presso il poliambulatorio di Petritoli quando, per cause in corso di accertamento, si è scontrata frontalmente con un mezzo che proveniva dalla direzione opposta. L’incidente si è verificato ieri mattina sulla strada provinciale 66, che collega Monte Giberto a Petritoli.
Erano da poco passate le 7.45, quando Anna Maria Mariani, infermiera di 38 anni residente a Monte Giberto, stava percorrendo il tratto di strada all’altezza del chilometro 4 a bordo della sua Fiat Punto. Poi, all’improvviso, lo scontro con una Volkswagen Golf , condotta da Hrachid Hussan, un marocchino di 21 anni residente a Petritoli.
L’impatto è stato tremendo e i due veicoli sono andati quasi interamente distrutti. Ad avere la peggio è stata la donna che, dopo essere stata soccorsa dai volontari della Croce Arcobaleno di Petritoli, è stata trasferita in eliambulanza all’ospedale regionale Torrette di Ancona. Le sue condizioni, in un primo momento, sono apparse disperate a causa delle fratture multiple e di un forte trauma cranico. Poi, in serata, la situazione si è stabilizzata e i medici hanno sciolto la prognosi. La donna non dovrebbe più correre pericolo di vita, ma dovrà restare in ospedale per 40 giorni.
Ad Anna Maria facciamo il nostro in bocca al lupo per una pronta guarigione.
Scampato al Sisma
“Fortunatamente abbiamo dormito nella casa che abbiamo in paese, altrimenti né io, né mia moglie, né la nostra bambina saremmo qui a raccontare cosa è accaduto”. Un’altra drammatica storia di persone del Fermano che per diversi motivi si trovavano a L’Aquila al momento del terremoto. Dopo il racconto del ragazzo di Fermo, rimasto sotto le macerie della casa dello studente, arriva quello di Gianfranco Guetti, infermiere di Monte Giberto in servizio all’ospedale de L’Aquila.
“Avevamo una casa nella frazione di Bazzano – dice Gianfranco – dove vivo quando sono in Abruzzo per lavoro, ma ora è crollata. Il caso ha voluto che mia moglie, Alessandra Gallina, anche lei operatrice sanitaria e anche lei di Monte Giberto, abbia preso servizio come ostetrica nell’ospedale di Fermo da pochi giorni e che domenica sera abbia deciso di tornarsene dai suoi insieme alla bambina. Io, per non restare solo, sono andato a dormire a casa di alcuni parenti, che hanno una casa in campagna.
Non potevo lontanamente immaginare che sarebbe stata la mia salvezza. Sono andato a letto abbastanza presto – racconta Gianfranco – visto che il giorno seguente sarei dovuto andare a lavoro. Alcune ore dopo sono stato svegliato dal boato e dai mobili che volavano da tutte le parti, ma la casa in cui mi trovavo era bassa e quindi le mura hanno retto abbastanza. Sono stati momenti terribili e interminabili, ma è andata bene. Quando mi sono recato nella parte alta del paese, quella dove si trova anche la nostra casa, ho visto che tutte le abitazioni erano crollate e che c’erano persone rimaste sotto le macerie. Pensando a quello che sarebbe potuto accadere, se solo non ci fossero state quelle coincidenze, mi è salito un brivido su per la schiena”.
Gianfranco, nonostante tutto, poche ore dopo ha preso servizio nell’ospedale da campo dove avevano preso posto i pazienti del nosocomio de L’Aquila reso inagibile dalle scosse telluriche: “Lavoro nella divisione di Urologia e Trapianti e quindi abbiamo dovuto provvedere con la massima urgenza al trasferimento dei degenti nell’ospedali di Avezzano. Da ieri sono stato precettato in attesa di essere richiamato e finalmente sono potuto tornare a Monte Giberto per riabbracciare mia moglie e mia figlia”.