Lotteria 2017 biglietti estratti

Biglietti estratti

Auto 0744
Robot da cucina 7172
Notebook 4627

Pubblicato in Festa 8 settembre | Lascia un commento

8 settembre 2017: Alexia e Baccini a Monte Giberto

Saranno Alexia e Francesco Baccini i cantanti che allieteranno la serata della tradizionale Festa della Madonna delle Grazie di Monte Giberto!
Vi ricordiamo inoltre che il 9 settembre troverete su questo sito i numeri vincenti della lotteria (in palio una Nuova Lancia Ypsilon). I numeri saranno pubblicati anche nel gruppo Facebook Amici di Monte Giberto (previa iscrizione).

Pubblicato in Festa 8 settembre | Lascia un commento

Jervicella, il grano della tradizione

Giulia Tentella Jervicella, una arzilla signora di appena 91 anni (classe 1926), nativa di Monte Giberto, primogenita di 3 sorelle è la testimone oculare del percorso di selezione e sperimentazione cerealicola svolto dal padre pioniere Giuseppe Jervicella, del grano tenero Jervicella. “ Si pensa” dice, “possa essere un incrocio naturale partito da un cespuglio che spiccava in un campo coltivato a Frassineto nella nostra tenuta di via Castelletta a Monte Giberto. Mio padre lo selezionò e lo sperimentò sul finire degli anni ’30, durante il periodo fascista, tanto che grazie a lui, Jervicella fu riconosciuto e iscritto all’Albo Nazionale dei Cereali dell’Istituto di Genetica “Nazareno Stampelli”( marchigiano di Castelraimondo) di Roma. Una volta, racconta, mio padre mi fece persino scrivere una lettera a Mussolini per promuovere il nostro grano, tanta era la dedizione che lui aveva per questo cereale. La qualità dello Jervicella si rivelò subito eccellente, veniva falciato a mano dai mietitori e scoprimmo che si potevano utilizzare anche gli steli e la paglia per confezionare cappelli o oggetti per la casa. Certo, commenta, è un grano difficile da coltivare,la pianta raggiunge un’altezza considerevole ed è difficile da raccogliere per via del fusto, alto e sottile, che col vento si “corca” e con la pioggia si piega e si rovina. Rende meno rispetto ad altri grani ma è un prodotto straordinario e salutare.”

Signora Tentella Jervicella da cosa deriva la parola Jervicella e cosa significa?

“Il grano porta il nome della mia famiglia, deriva quindi dal cognome di mio padre Giuseppe Jervicella e non ha niente a che vedere con quello che alcuni coltivatori sostenevano derivasse dal nome “jerva”, erba. E’ un grano originale autoctono,che non ha subito contaminazioni o ibridazioni, non è modificato geneticamente come la maggior parte dei cereali utilizzati negli ultimi anni, è digeribilissimo e povero di glutine.”

Quali sono le caratteristiche di questo frumento?

“Di Jervicella sono ottimi i valori nutrizionali, è un grano povero di glutine, ricco di fibre, fonte di proteine a basso apporto di zuccheri e viene raccomandato dai medici per il basso contenuto glicemico nelle diete ipocaloriche.”
Oltre ad ottenere una farina eccellente, quali altri usi possiamo fare di questo frumento? “Di questo grano si usa praticamente tutto,il fusto, alto e sottile per fare la treccia dei cappelli,con la paglia si ottengono piccoli oggetti per la casa. Smentisco la voce fatta circolare da alcuni giornalisti tempo fa,che lo Jervicella venisse usato per la lavorazione di calzature, non è assolutamente vero.”
Quali sono sin dai tempi antichi le zone più vocate alla coltivazione di questo grano? “In un primo tempo la coltivazione si è diffusa nel territorio di Monte Giberto,successivamente a Monte San Pietrangeli, Montappone, Massa Fermana, Falerone e in tutti i paesi delle colline Fermane che grazie allo Jervicella hanno conosciuto la loro fortuna industriale. In seguito questa coltura si è diffusa in tutto il territorio Marchigiano e in Italia. Ad Osimo, una signora mi ha raccontato che ancora oggi coltiva questo grano.”

Che tipo di futuro possiamo pensare per il grano Jervicella?

“Oggi panificatori,pizzaioli,massaie,blogger stanno riscoprendo numerosissime varietà di farine da grani antichi e ottengono prodotti di altissimo livello soprattutto dallo Jervicella, perciò auspico un futuro positivo e lo sarà ancora di più quando questo frumento verrà riconosciuto a tutti gli effetti l’eccellenza del nostro territorio,da conservare senza contaminazioni o miscellanee di alcun genere.”
Ringraziamo la signora Giulia Tentella Jervicella per la cortese intervista concessa e nel salutarla ci auguriamo che il suo desiderio di salvaguardare questa specie, possa essere esaudito e non superato da una logica, oggi troppo frequente, di guardare solo alla quantità a discapito della qualità.

Fonte
http://www.viverefermo.it/2017/05/10/fermo-jervicella-il-grano-della-tradizione-fermana/638006/

Pubblicato in storia e cultura | Lascia un commento

Morto Massimo Fagioli

Addio a Massimo Fagioli, psichiatra dell’analisi collettiva.

Era soprattutto noto per “Istinto di morte e conoscenza”: il suo capolavoro teorico, scritto nel 1970, diffuso in decine di migliaia di copie e tradotto in molte lingue. Aveva 85 anni ed era originario del fermano.

È morto a Roma Massimo Fagioli, psichiatra dell’Analisi collettiva. Aveva 85 anni, era nato a Monte Giberto nel 1931, in provincia di Fermo. L’annuncio è arrivato dalla casa editrice L’Asino d’oro. Fagioli, autore di oltre 23 libri, ha avuto tra l’altro un lungo sodalizio, poi interrotto con il regista Marco Bellocchio.
Autore di “Istinto di morte e conoscenza” – Massimo Fagioli era soprattutto noto per “Istinto di morte e conoscenza”: il suo capolavoro teorico, scritto nel 1970, diffuso in decine di migliaia di copie e tradotto in molte lingue. Il testo racchiude le scoperte fondamentali della Teoria della nascita, con la quale lo psichiatra ha rivoluzionato la conoscenza sulla mente umana, a partire dalla scoperta dell’origine biologica del non cosciente.
Sedute di psicoterapia di gruppo uniche nel genere – Sabato 18 febbraio, dalle ore 10, un saluto a Massimo Fagioli è previsto in via Roma Libera 23 a Trastevere, dove per quarantuno anni ha tenuto i seminari di analisi collettiva e originalissime sedute di psicoterapia di gruppo uniche nel loro genere, rivolte in modo gratuito e senza distinzioni a migliaia di persone. A Fagioli dedica un lungo ricordo anche il sito di Left, la rivista per la quale dal 2006 lo psichiatra curava la rubrica Trasformazione.

Dall’Italia alla Svizzera – Dopo essere stato, ragazzino, nelle Marche al fianco dei partigiani nella guerra di Resistenza, Fagioli giunge a Venezia nell’antico manicomio dell’isola di San Clemente, dove ha il primo contatto con i malati cronici, le corsie bianche, l’elettroshock. Fagioli passa poi all’ospedale psichiatrico di Padova. Qui la prassi di una clinica raffinata e l’approccio di patologie gravi con metodi per l’epoca, all’avanguardia, oltre che con l’insulinoterapia, sono l’occasione per realizzare le prime esperienze di psichiatria attiva con gruppi di malati. La ricerca di Fagioli sulle cause della malattia mentale, agli inizi degli anni ’60, si sposta sul non cosciente e lo porta in Svizzera, nella clinica Bellevue di Binswanger a Kreuzlingen.
Le opere di Fagioli – Soltanto dopo una lunga analisi personale e dieci anni circa da analista con studio medico di terapia individuale, propone il risultato delle sue esperienze e della sua formazione nel libro “Istinto di morte e conoscenza” scritto nel 1970, pubblicato in una nuova edizione da L’asino d’oro nel 2010. Il suo quarto volume intervista, “Bambino donna e trasformazione dell’uomo”, è del 1979. Nel 1997 è regista del “Cielo della luna e poi di Mélange” (1999) e di “La psichiatria, esiste?” (2002).

Da Sky.

Pubblicato in Personaggi | 12 commenti